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Caldissime
Nuovo record spread Spagna, banche italiane meno rischiose
Di Francesca Gerosa
La Borsa di Madrid, con l'indice Ibex che cede lo 0,60% mentre sul listino crolla Bankia (-21,27% a 1,23 euro), spaventa le altre piazze europee e il comparto bancario (+0,03% il settore allo Stoxx). A Milano ora il Ftse Mib si è mangiato tutti i guadagni ed è stabile sulla parità a 13.155 punti. Lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti sale a 435 punti con un rendimento del 5,73%. 2 Commenti
Inviato il:
28/05/2012 14.35
Da: delaware Sì cannavale, abbiamo capito che possiedi titoli di stato greci, su cui vedi una perdita quasi sicura. Ma francamente scaricare queste perdite sul contribuente italiano sarebbe una cosa talmente ridicola da far ridere i polli.
Inviato il:
28/05/2012 12.04
Da: s.cannavale Leggo nell’articolo di Francesca Gerosa: "L’intervento esterno sembra inevitabile" e metterà a rischio anche l’Italia, conclude Rabobank”. E’ uno scenario possibile. Lo snodo in ogni caso resta la vicenda greca con tutti gli errori, gli egoismi e le ipocrisie messe in campo dall’Unione europea. Molti risparmiatori europei - tra questi molti italiani - non hanno aderito alla ristrutturazione obbligatoria dei titoli di Stato della Grecia (swap) nello scorso mese di Marzo. Sono acclarate l’inopportunità ed illegalità dello swap obbligatorio deciso unilateralmente dalla Grecia, con perdita di valore del 70 per cento per i possessori dei titoli. L’operazione è stata pienamente avallata dai vertici di Bruxelles, senza alcun riguardo per le ragioni dei risparmiatori che avevano investito in obbligazioni emesse in euro da un Paese membro a pieno titolo dell’Unione europea. Gli Stati dell’Unione europea hanno il dovere e l’opportunità di dare un segnale preciso: prendere in carico i titoli ellenici posseduti dai risparmiatori nazionali prima del concambio obbligatorio e sostituirli con titoli di Stato nazionali di pari valore nominale con scadenza cinque o dieci anni, a tasso d’interesse corrente. In Italia il relativo ammontare è pari a circa un miliardo di euro. Con tale intervento, di impegno relativamente esiguo, gli Stati europei darebbero un messaggio eccezionale di solidarietà verso un Paese dell’Unione in difficoltà e di rispetto per il risparmio nazionale. L’art. 47 della Costituzione italiana afferma testualmente: “La Repubblica incoraggia e tutela i risparmiatori in tutte le sue forme”. I cittadini avrebbero rassicurazioni aggiuntive sul buon esito a scadenza dei titoli di Stato nazionali. Oggi tale convincimento è fortemente compromesso. L’Europa comunitaria, l’Italia nel nostro caso, con detta operazione avrebbero tutto da guadagnare. Alimenterebbero fiducia, propensione a risparmiare ed investire; riceverebbero in cambio più di quanto accordato con la consegna dei nuovi titoli nazionali. La concretezza dell’intervento varrebbe più di tanti messaggi politici controversi e fuorvianti. Di fronte all’ostilità di alcune nazioni europee, quella tedesca in particolare, l’Italia può provvedere in autonomia alla sistemazione delle obbligazioni della Grecia verso i propri risparmiatori, facendo da battistrada e dando per una volta l’esempio agli altri membri della Comunità. Non serve lamentarsi della disaffezione dei risparmiatori verso i titoli pubblici e dell’innalzamento esagerato dello "spread" senza attivarsi concretamente, quando necessario ed opportuno, per riconquistare la loro fiducia. Rammento a me stesso che lo "spread" è la differenza del tasso d’interesse tra titoli di Stato italiani a dieci anni e quelli tedeschi di pari durata: al momento è di circa 4,3 punti percentuali. Di fatto, se sui titoli tedeschi la Germania paga l’un per cento, l’Italia sui suoi BTP paga il 5,3% (4,3+1). Questa circostanza (concambio titoli greci con quelli nazionali) tra l’altro potrebbe rappresentare la base di partenza e di sperimentazione per l’emissione degli euro-bond, idonei a finanziare iniziative comunitarie ed agevolare i Paesi meno attrezzati finanziariamente mediante tassi d’interesse passivi allineati alla media europea. Negli ultimi anni l’Unione europea si è contraddistinta per egoismo, ipocrisia e scarsa lungimiranza. Ne è riprova proprio la vicenda finanziaria della Grecia che da problema nazionale, ordinariamente gestibile se prontamente ed efficacemente affrontato, rischia di diventare disastro europeo. E’ ora che l’Unione ritrovi la sua ragion d’essere e ridefinisca il suo ruolo nel mondo, valorizzando al massimo le sue potenzialità. L’Italia in questo senso può offrire il suo prezioso contributo. Quella delle obbligazioni della Grecia è un’occasione da non perdere. Sàntolo Cannavale *****
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