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28/05/2012 10.45 | Tutte | Indietro
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Caldissime

Nuovo record spread Spagna, banche italiane meno rischiose

Di Francesca Gerosa

Nuovo record spread Spagna, banche italiane meno rischiose

La Borsa di Madrid, con l'indice Ibex che cede lo 0,60% mentre sul listino crolla Bankia (-21,27% a 1,23 euro), spaventa le altre piazze europee e il comparto bancario (+0,03% il settore allo Stoxx). A Milano ora il Ftse Mib si è mangiato tutti i guadagni ed è stabile sulla parità a 13.155 punti. Lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti sale a 435 punti con un rendimento del 5,73%.

Preoccupa di più lo spread tra Bonos spagnoli e Bund volato a 517 punti per un tasso del 6,55%. "La Grecia dovrebbe riuscire a rimanere nell'euro e ad evitare la catastrofe, ma potrebbe essere la Spagna a trovarsi sull'orlo del precipizio", afferma Rabobank spiegando che l'effetto Ltro positivo sulle finanze spagnole si è invertito con pressioni crescenti sul settore bancario e sui titoli di Stato.

"L'intervento esterno sembra inevitabile" e metterà a rischio anche l'Italia, conclude Rabobank. Si teme, in particolare, per le banche spagnole che potrebbero aver bisogno di chiedere aiuto al Fondo salva Stati temporaneo (Efsf) già nelle prossime settimane. Per ricapitalizzare i tre principali istituti di credito del Paese saranno necessari almeno 30 miliardi di euro euro, in aggiunta ai 19 miliardi già stimati per Bankia, per un totale di quasi 50 miliardi di euro.

I 30 miliardi di euro previsti dal Governo di Mariano Rajoy sarebbero destinati a Catalunya Caixa, Novagalicia e Banco de Valencia, già nazionalizzate e in attesa di essere vendute all'asta, scrive il quotidiano spagnolo El Mundo citando fonti di Governo. Sul listino milanese le banche hanno andamenti misti: Unicredit avanza dello 0,32% a 2,54 euro, mentre Intesa Sanpaolo cede lo 0,68% a 1,02 euro. In calo anche Mediobanca (-0,20%) e il Banco Popolare (-1,11%).

Stamani Societe Generale ha confermato il rating buy su Unicredit (target price rivisto da 4 a 3,80 euro), mentre ha tagliato la raccomandazione su Intesa Sanpaolo da hold a sell e il target price da 1,1 a 0,9 euro per riflettere "la nostra convinzione che Intesa stia andando nella direzione sbagliata a causa del forte deterioramento della qualità dell'attivo e della crescente esposizione sovrana. In Spagna, invece, preferiamo il Santander, coperto con hold, a Bbva (sell, ndr)".

Recentemente, ricordano gli analisti di Societe Generale, è stato cambiato il rating del Banco Popolare e di Ubi Banca da sell a hold visto che gli ammanchi di capitale sono quasi chiusi dopo che Bankitalia ha approvato i modelli interni di queste due banche. "Continuiamo a consigliare di vendere Mps e il Banco Popular", precisano gli analisti di Societe Generale i quali sono convinti che sì i nostri istituti di credito sono alla mercé della Bce, ma restano relativamente meno rischiosi di quelli spagnoli che potrebbero venire maggiormente colpite dal calo dei depositi e soffrire di problemi legati al settore immobiliare.

Il broker ha comunque un rating neutral sul comparto bancario italiano. Dal punto di vista valutativo, le banche italiane attualmente scambiano a un PTBV 2012 di 0,28 volte, quindi con uno sconto del 46% rispetto ai competitor europei, con un ritorno sul capitale impiegato (Rote) 2013 del 5,3% (gap del 49%), che comporta un costo del capitale del 19%.

"Le somme ottenute dalle banche italiane con le operazioni di Ltro sono state utilizzate per necessità di funding e acquisto di bond sovrani. L'outlook resta stagnante. In assenza di altri Ltro", precisano gli analisti, "le banche italiane dovrebbero continuare il loro deleverage per coprire le scadenze 2013". Infine, secondo Societe Generale, le banche italiane già scontano un gap nella redditività e uno sconto legato al tema del debito sovrano, ma non un caso Grecia con possibili ritiri di capitali anche in Italia e Spagna, pari ad esempio al 20%-30%.


2 Commenti
Inviato il: 28/05/2012 14.35   
Da: delaware
mille modi per far ridere i polli
Sì cannavale, abbiamo capito che possiedi titoli di stato greci, su cui vedi una perdita quasi sicura.
Ma francamente scaricare queste perdite sul contribuente italiano sarebbe una cosa talmente ridicola da far ridere i polli.


Inviato il: 28/05/2012 12.04   
Da: s.cannavale
Concambio obbligazioni della Grecia con BTP: occasione da non perdere.
Leggo nell’articolo di Francesca Gerosa: "L’intervento esterno sembra inevitabile" e metterà a rischio anche l’Italia, conclude Rabobank”. E’ uno scenario possibile. Lo snodo in ogni caso resta la vicenda greca con tutti gli errori, gli egoismi e le ipocrisie messe in campo dall’Unione europea.
Molti risparmiatori europei - tra questi molti italiani - non hanno aderito alla ristrutturazione obbligatoria dei titoli di Stato della Grecia (swap) nello scorso mese di Marzo.
Sono acclarate l’inopportunità ed illegalità dello swap obbligatorio deciso unilateralmente dalla Grecia, con perdita di valore del 70 per cento per i possessori dei titoli. L’operazione è stata pienamente avallata dai vertici di Bruxelles, senza alcun riguardo per le ragioni dei risparmiatori che avevano investito in obbligazioni emesse in euro da un Paese membro a pieno titolo dell’Unione europea.
Gli Stati dell’Unione europea hanno il dovere e l’opportunità di dare un segnale preciso: prendere in carico i titoli ellenici posseduti dai risparmiatori nazionali prima del concambio obbligatorio e sostituirli con titoli di Stato nazionali di pari valore nominale con scadenza cinque o dieci anni, a tasso d’interesse corrente. In Italia il relativo ammontare è pari a circa un miliardo di euro.
Con tale intervento, di impegno relativamente esiguo, gli Stati europei darebbero un messaggio eccezionale di solidarietà verso un Paese dell’Unione in difficoltà e di rispetto per il risparmio nazionale. L’art. 47 della Costituzione italiana afferma testualmente: “La Repubblica incoraggia e tutela i risparmiatori in tutte le sue forme”.
I cittadini avrebbero rassicurazioni aggiuntive sul buon esito a scadenza dei titoli di Stato nazionali. Oggi tale convincimento è fortemente compromesso.
L’Europa comunitaria, l’Italia nel nostro caso, con detta operazione avrebbero tutto da guadagnare. Alimenterebbero fiducia, propensione a risparmiare ed investire; riceverebbero in cambio più di quanto accordato con la consegna dei nuovi titoli nazionali. La concretezza dell’intervento varrebbe più di tanti messaggi politici controversi e fuorvianti.
Di fronte all’ostilità di alcune nazioni europee, quella tedesca in particolare, l’Italia può provvedere in autonomia alla sistemazione delle obbligazioni della Grecia verso i propri risparmiatori, facendo da battistrada e dando per una volta l’esempio agli altri membri della Comunità. Non serve lamentarsi della disaffezione dei risparmiatori verso i titoli pubblici e dell’innalzamento esagerato dello "spread" senza attivarsi concretamente, quando necessario ed opportuno, per riconquistare la loro fiducia.
Rammento a me stesso che lo "spread" è la differenza del tasso d’interesse tra titoli di Stato italiani a dieci anni e quelli tedeschi di pari durata: al momento è di circa 4,3 punti percentuali. Di fatto, se sui titoli tedeschi la Germania paga l’un per cento, l’Italia sui suoi BTP paga il 5,3% (4,3+1).
Questa circostanza (concambio titoli greci con quelli nazionali) tra l’altro potrebbe rappresentare la base di partenza e di sperimentazione per l’emissione degli euro-bond, idonei a finanziare iniziative comunitarie ed agevolare i Paesi meno attrezzati finanziariamente mediante tassi d’interesse passivi allineati alla media europea.
Negli ultimi anni l’Unione europea si è contraddistinta per egoismo, ipocrisia e scarsa lungimiranza. Ne è riprova proprio la vicenda finanziaria della Grecia che da problema nazionale, ordinariamente gestibile se prontamente ed efficacemente affrontato, rischia di diventare disastro europeo.
E’ ora che l’Unione ritrovi la sua ragion d’essere e ridefinisca il suo ruolo nel mondo, valorizzando al massimo le sue potenzialità.
L’Italia in questo senso può offrire il suo prezioso contributo. Quella delle obbligazioni della Grecia è un’occasione da non perdere.

Sàntolo Cannavale
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