News
08/06/2012 22.06 | Tutte | Indietro
FacebooktwitterYahoo BookmarksLinkedin
Caldissime

Ma che Tesoro quel Btp

Ma che Tesoro quel Btp

In poco più di tre mesi la crisi del debito greco ha fatto più che raddoppiare i rendimenti a breve termine dei titoli di Stato italiani e ha fatto salire quelli sulle scadenze più lunghe di percentuali che vanno dal 48% per i 5 anni all’8% per i 30 anni. Al punto che oggi il mercato offre parecchi spunti interessanti semplicemente guardando ai titoli benchmark. E ancora più occasioni si notano, se si osservano i prezzi dei BTPei indicizzati all’inflazione europea (per esempio il rendimento sulla scadenza 2016 è aumentato del 57% da inizio marzo a oggi) e del primo Btp Italia indicizzato all’inflazione italiana (+20% il rendimento dal lancio a fine marzo).

Di conseguenza è di nuovo difficile per gli istituti di credito e le aziende non bancarie offrire tassi competitivi con il debito governativo, nel momento in cui decidono di emettere nuovi titoli. In questo momento, d’altra parte, a raccogliere fondi sul mercato sono davvero in pochi in Italia. I grandi gruppi, come Eni, Enel, Telecom Italia e Fiat, hanno già fatto provvista nei primi mesi dell’anno e ora possono permettersi di aspettare tempi migliori. Quanto alle banche, le due operazioni di rifinanziamento della Bce (le Ltro) di dicembre e febbraio hanno consentito loro di restituire i bond in scadenza senza emettere nuovi titoli sul mercato.

Tutti i dettagli su MF-MilanoFinanza, in edicola da sabato anche in formato elettronico su pc e iPad. 


1 Commento
Inviato il: 08/06/2012 23.31   
Da: delaware
un tesoro di carta
Non credo che aziende sane come l’eni abbiano problemi a collocare debito a prezzi convenienti.
L’eni per esempio ha dei flussi di cassa generati dalle sue operazioni con cui può garantire il suo debito.
Invece chi può escludere che lo stato italiano non decida ad un certo punto di non ripagare i suoi debiti?
L’esperienza della grecia dovrebbe insegnare che in molti casi è molto più rischioso ed incerto un debito sovrano di quello di un’azienda.
Un’azienda è tenuta al rispetto delle leggi ordinarie e fallimentari.
Uno stato sovrano invece no.
Il problema che l’europa sta vivendo è anche frutto della disinformazione e propaganda sulla bontà del debito statale con cui si è finanziata una spesa pubblica spesso parassitaria. E’ auspicabile che nel prossimo futuro i soggetti economici si dimostrino molto meno disponibili a finanziare debiti statali. Ma ne dubito: le emissioni di stati uniti,germania e giappone che non rendono quasi nulla sono una vera e propria bomba ad orologeria.
Se poi a milano finanza interessano alti rendimenti nominali, segnalo che nella penisola ellenica c’è un sacco di carta molto più "economica" e dai maggiori rendimenti che non qui in italia.
C’è un tesoro anche in Grecia?

Le News piu' commentate
Le News piu' votate
Norme | Help | Faq | Contattaci | Note sull'utilizzo dei dati
Milano Finanza Interattivo © Milano Finanza Partita IVA 08931330156