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06/06/2012 14.55 | Tutte | Indietro

Cdp pronta a finanziare rete Ngn, Telecom aperta al dialogo

Di Francesca Gerosa

Cdp pronta a finanziare rete Ngn, Telecom aperta al dialogo
La Cassa depositi e prestiti è disponibile a partecipare a un eventuale investimento di Telecom Italia nelle reti in fibra ottica e il colosso tlc è aperto al dialogo. "Nelle aree a maggiore intensità di traffico", ha sottolineato oggi il presidente della Cdp, Franco Bassanini, "è opportuno che qualcuno si preoccupi di fare la rete Ngn con tecnologie idonee con la fibra ottica".

A questo punto, quindi, sorge una domanda: l'attuale incumbent, ovvero Telecom Italia, intende fare questo investimento? "Se sì, non c'è dubbio che noi, se richiesti, e questo è un eufemismo, saremo pronti a contribuire a finanziare questo investimento con soluzioni variamente costruite dal punto di vista dell'architettura sociale e finanziaria", ha precisato Bassanini.

Se non intende farlo, ha aggiunto, sarà opportuno che lo faccia qualcun altro lasciando aperte tutte le forme di collaborazione e integrazione. Ma la risposta di Telecom Italia non si è fatta attendere: "è disponibile a collaborare con la Cdp nella creazione di una rete Ngn dove ci sono le condizioni", ha detto l'Ad, Marco Patuano.

Replicando al presidente della Cdp, Patuano ha sottolineato che ogni volta che c'è un progetto concreto, Telecom Italia è presente "e la nostra disponibilità a rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato è dimostrata dai fatti. Continuo a sentire quale deve essere la reazione di Telecom al piano Cdp (di investire in Metroweb ndr). Questo è un modo equivocato di intendere le cose".

Nelle aree nere, ovvero le città dove secondo la classificazione Ue esiste una forte domanda e una forte concorrenza, la concorrenza infrastrutturale può esistere come esiste nel mobile da sempre. "Questo non vuol dire che rinunciamo aprioristicamente alla collaborazione con Cdp", ha ribadito Patuano.

Ci sono aree dove la fibra direttamente in casa è la soluzione corretta. "Se la posizione della Cdp è Ftth o nulla, in alcune aree si può collaborare in altre meno. Sono convinto che con il dialogo si possano trovare soluzioni meno dogmatiche", ha puntualizzato Patuano, spiegando che la società vuole investire secondo logiche "market driven" (guidate dal mercato).

"Noi facciamo la nostra rete secondo la domanda del mercato che si riscontra in certe zone. Dire come fa la Cdp che tutto deve essere Ftth non è market driven. Considerare ad esempio Roma come una città tutta uguale per la Ftth non è market driven", ha concluso. In borsa oggi il titolo Telecom Italia, dopo il flop della vigilia (-5%), recupera il 3,58% a 0,6795 euro.

"Il titolo ha risentito molto di fattori contingenti", ha sottolineato Patuano, "con l'uscita dall'Eurostoxx 50, tutti coloro che avevano titoli Telecom replicando l'indice si sono trovati nella necessitá di scaricare il proprio portafoglio, peraltro in una giornata in cui la Borsa di Londra era chiusa". Si sono pertanto "associati forti volumi di vendite e una minore presenza tecnica di operatori sul mercato", proprio la chiusura di Londra. Il presidente di Telecom, Franco Bernabè, ha comunque fatto visita nella sede della Consob per un "normale confronto" con l'Authority di Borsa, che avviene quando si registrano anomali andamenti di un titolo, "nessuna dietrologia".

L'azione ieri, in realtà, ha pagato diverse voci, secondo gli analisti di Mediobanca: una lettura negativa dell'accennato taglio del dividendo da parte di France Telecom, l'uscita appunto dall'Eurostoxx 50 a partire da luglio, la concorrenza di Metroweb e F2i in Italia, i dubbi su un possibile effetto overhang, ovvero i timori corca un eccesso di azioni sul mercato da parte della holding di controllo, Telco.

Alcuni di questi fattori per gli esperti di Mediobanca sono effettivamente punti di debolezza, mentre altri sono falsi rischi. Tra i punti concreti negativi a breve termine gli analisti segnalano l'uscita dall’Eurostoxx50. Inoltre il taglio dei dividendi "è una possibilità concreta, ma non è un argomento di cui la società si occuperà prima del quarto trimestre 2012".

Allo stesso tempo, un possibile aumento della concorrenza da parte di Metroweb (o una possibile reazione negativa alle previsioni dei flussi di cassa di TI) non sono qualcosa che si vedrà a breve termine. La situazione è ancora "fluida" con i vari player che giocano a poker, un gioco i cui effetti sono ancora piuttosto lontani da noi.

Mentre per quanto riguarda i soci di Telco, tra cui peraltro c’è anche Mediobanca, "a essere onesti non vediamo alcun rischio overhang", recita la nota della banca. Telco ha infatti annunciato lo scorso 31 maggio che gli istituti finanziatori hanno concesso ai soci il diritto di acquistare le azioni Telecom che dovessero entrare nella loro disponibilità a seguito dell'eventuale escussione del pegno.

Detto questo, la somma di tutti i dubbi/paure citati sopra per Mediobanca è un potente mix in assenza di una equity story decente. "La colpa di TI è infatti di essere una storia poco convincente. TI è scambiata a 4,1 e 6,1 volte l'ev/ebitda e il P/E 2012, quindi con uno sconto del 20% e del 35% rispettivamente rispetto alla media delle tlc europee. Il rendimento del free cash flow è del 20%. Non c'è dubbio che il valore di Telecom abbia un potenziale di rimbalzo, il punto è qual è la miccia che può farlo scattare?", si domandano gli analisti di Mediobanca che sul titolo mantengono il rating neutral e il target price a 1 euro.



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